Come investire i propri risparmi autonomamente?

In un precedente articolo abbiamo dettagliatamente spiegato l’importanza di investire i propri risparmi ed abbiamo evidenziato la possibilità di effettuare questa attività o autonomamente o tramite terzi, cioè società con esperienza e conoscenza dei mercati alle quali affidiamo i nostri risparmi e che in cambio ci promettono più o meno alti risulti (da sottolineare però che non sempre riescono ad essere di parole).

A causa di quest’ultima considerazione ed anche della preoccupazione di molti nell’affidare i risparmi di una vita a qualcun altro con il quale non siamo legati da nessun vincolo se non quello contrattuale (che di solito è sempre a favore del broker), reputiamo sia il caso che ognuno di noi conosca almeno le basi per permettersi di effettuare investimenti autonomamente.

Scopo di questo articolo è fornirvi una prima panoramica generale sulle metodologie e linee guida da seguire nell’intraprendere decisioni d’investimento.

Esistono in materia due discipline distinte e completamente diverse: l’analisi fondamentale e l’analisi tecnica.

L’analisi fondamentale, più anziana della seconda, si basa sullo studio di uno strumento (supponiamo per comodità il titolo azionario di una società) per valutarne poi l’effettiva quotazione. Per la precisione l’analisi fondamentale cerca di calcolare o identificare il valore intrinseco (o valore reale) di uno strumento per poi compararlo con quello di mercato.

Nel caso in cui il prezzo di mercato sia superiore al valore reale dell’azienda, il titolo sarà sopravvalutato dal mercato, e perciò sarà o da non acquistare o, se già in portafoglio, da vendere. Nel caso in cui invece il prezzo di mercato sia inferiore al valore intrinseco, lo strumento sarà sottovalutato dal mercato, rappresentando quindi una buona opportunità di acquisto.

La logica di fondo dell’analisi fondamentale risiede nell’assunzione di base per la quale il valore di mercato di un’azienda, prima o poi (spesso più poi che prima), rispecchierà il vero valore (reale o intrinseco che dir si voglia) della compagnia.

Ne consegue che l’analisi fondamentale è più “attendibile” in un’ottica di lungo periodo.

Un limite risiede nella soggettività delle valutazioni e nell’impossibilità di avere una misura sicuramente certa da prendere come valore intrinseco).

Ci sarebbe molto da dire sull’analisi fondamentale ma per esigenze di brevità rimandiamo a questa pagina dalla quale potrete carpire tutte le informazioni più utili sugli strumenti principali di analisi fondamentale.

L’analisi tecnica, invece, si basa sullo studio delle serie storiche del prezzo. In parole semplici: si guarda il grafico e si utilizzano strumenti quali supporti, resistenze, trendline e canali per effettuare un’analisi grafica.

Affianco a quest’ultima, ancora più importante è l’analisi tecnica vera e propria (o quantitativa in alcuni casi) basata sullo studio di medie mobili, oscillatori ed indicatori (separati o sovrapporti). Tutti questi strumenti sono calcolati partendo da più o meno complesse formule matematiche e statistiche.

L’universo degli strumenti di analisi tecnica è in continua espansione. Per avere una panoramica focalizzata e dettagliata, con descrizioni grafiche e matematiche, di tutti i più importanti strumenti di analisi tecnica, vi suggeriamo caldamente di dare una letta agli articoli di questa pagina.

Per concludere rimane da riportare il fatto che queste due discipline sono in perenne conflitto tra loro. Per gli analisti fondamentali l’analisi tecnica si basa su assunzioni surreali, non attendibili, senza nessuna base reale. Gli analisti tecnici invece rimangono più sulla difensiva dimostrando con la pratica ed i buoni rendimenti che riescono ad ottenere sia la rilevanza che l’efficienza dell’analisi tecnica.

Tanti studi sono stati condotti nel tentativo non solo di combinare le due discipline, ma anche di trovarne una più profittevole, ma nessun risultato degno di nota è stato ottenuto.

Personalmente riteniamo che l’ideale sia utilizzare l’analisi fondamentale per trovare uno strumento sottovalutato dal mercato e l’analisi tecnica, in una logica di breve, per individuare il momento più opportuno per entrare in posizione.

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